• Andrea Pesce

Comparte Universidad 2020

Un'edizione speciale

Il 2020 è stato un anno molto particolare per tutti. Lo scoppio della pandemia da COVID-19 ha messo a dura prova i sistemi sanitari di tutto il mondo, facendo crescere la pressione sull’economia mondiale con ricadute gravi sui sistemi educativi di tutti i paesi. Gli effetti della pandemia hanno acuito le difficoltà preesistenti con ricadute particolarmente gravi nei paesi con sistemi educativi già precari.

In questo contesto, paesi come il Guatemala, nel tentativo di dare risposte adeguate per fronteggiare i problemi legati alla diffusione del virus, hanno visto le popolazioni delle aree periferiche del paese vivere un isolamento ancora più grave. Il problema principale risiede nel fatto che molti studenti non hanno una connessione internet che gli permetta di seguire i corsi universitari in modalità digitale. La maggior parte degli studenti, infatti, oltre a non avere un computer personale, vive in comunità rurali con connessioni molto deboli o, addirittura, senza corrente elettrica. Allo stesso tempo il sistema educativo non è organizzato per una didattica a distanza efficace, e il corpo docente non è preparato per affrontare la nuova forma d’insegnamento digitale.

Il risultato di questa situazione è stata un’ondata di rinunce agli studi e un crollo nelle iscrizioni all’università, fenomeni che acuiscono i già gravi dati di scolarizzazione della ragione.

In questo scenario, Comparte onlus si è subito attivata per aiutare professori e studenti a far fronte al nuovo stato di cose e, nell’alveo del progetto Comparte Universidad 2020 si è messa al lavoro per offrire soluzioni alternative in tempi brevi.

Dopo aver condotto un’indagine investigativa sullo stato di cose nell’università, Comparte ha messo in piedi tempestivamente iniziative volte a limitare la dispersione scolastica e a dotare i docenti di strumenti e conoscenze necessari ad affrontare il momento emergenziale.

Così, nel giro di poche settimane, Comparte Universidad 2020 si è articolato in due percorsi di formazione, uno dedicato agli insegnanti, l’altro dedicato agli studenti.

La formazione dedicata ai docenti è stata realizzata attraverso un ciclo di 4 seminari di 2 ore ciascuno, tenuti dalla professoressa spagnola Paola Iasci, esperta di pedagogia, piattaforme e-learning e didattica a distanza. Le formazioni hanno riguardato tecniche e modalità di insegnamento online e di didattica a distanza offline, quindi realizzabile senza una connessione internet, che i docenti del CUDEP hanno potuto replicare nel proprio contesto.

Contestualmente, è stato realizzato un percorso di formazione dedicato agli studenti. In questa fase l’utilizzo illimitato di Facebook ha giocato un ruolo fondamentale, e la pagina social di Comparte onlus è diventata una vetrina didattica in cui gli studenti hanno seguito i seminari e hanno interagito con i relatori attraverso il sistema dei commenti.


Per gli studenti di tutte le facoltà è stato organizzato un ciclo di 6 seminari di 1 ora l’uno su temi di attualità nei paesi dell’America Latina. Il relatore dei seminari è stato il dott. Ramiro Parodi, ricercatore dell’Università di Buenos Aires, esperto in scienze sociali e America Latina.

Inoltre, è stato lanciato un ciclo di 5 seminari dedicati agli studenti di pedagogia e scienze dell’educazione. Le formazioni sono state tenute dal prof. Daniel Stigliano (UBA, Argentina) e dalla dott. Stella Maris Poli (Scholas Occurrentes) su diverse tematiche relative all’educazione.

Comparte Universidad 2020 ha quindi risposto tempestivamente e in modo sostanziale alle difficoltà educative del CUDEP nel garantire il prosieguo dell’offerta formativa agli studenti. Nel giro di poco più di due mesi, Comparte onlus ha creato e messo a disposizione degli studenti un patrimonio di 11 ore di seminari che hanno assunto valore di materiale didattico in un momento in cui gli studenti erano impossibilitati a studiare sui materiali convenzionali. In più, è stato creato un ciclo di formazione per i docenti di 4 ore, per prepararli ad affrontare al meglio l’insegnamento, nel momento di crisi che stavano vivendo.


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